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Il ragno Silvio e le mosche dell’informazione

27/05/2011

Siamo alle solite,  il ragno Silvio ha preparato ben bene la sua trappola e le mosche dell’informazione ci sono cascate, come previsto.  Ieri alla conferenza del G8 l’aracnide in doppiopetto ha avuto cura prima di farsi vedere da tutti mentre chiamava un fotografo, poi mentre si avvicinava a Obama con l’aria di volergli parlare in privato (certo, come no, davanti a milioni di persone), infine stando ben attento che si sentisse chiaramente di cosa stava parlando col presidente USA:  il problema della giustizia in Italia.   Dopodiché i media mainstream e non si sono tutti gettati sulla ghiotta notizia, finendo – salvo i giornali del Ragno, ovviamente – nella tela preparata dal Nostro:  il quale, come notoriamente tutti gli ottozampe, preferisce consumare le sue prede con tutta calma, quando il veleno paralizzante che inietta loro ha fatto effetto:  e così oggi, nella conferenza stampa finale del G8, il Premieragno si è messo il tovagliolo al collo e si è pappato con gusto il bel pranzetto di mosche giornalistiche che si era preparato; dicendo che quella con Obama era una conversazione privata, che dai soliti giornali cattivi ne è stato estrapolato solo un pezzo, e chiudendo in bellezza con un bel pistolotto indovinate su cosa? Ma la giustizia italiana, naturalmente, yum! Così la Tarantula berlusconensis potrà nuovamente fare la martire dei giudici davanti al Paese intero e rinsaldare la presa sui suoi elettori, giusto in tempo per il voto di domenica.   Rutto finale, grazie, alla prossima:  venite sempre numerosi!

PS:  arriverà finalmente la vespa che mediaticamente farà un sol boccone del Ragno Silvio? Magari facendogli prima fare tutto quello che lei vuole:

http://builtforthekill.forumfree.it/?t=55557546#entry453777732

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Il lavoro manuale: quello definitivo.

27/05/2011

Ieri sera ad Annozero l’ineffabile Maurizio Lupi ha pontificato sul fatto che i giovani non trovano lavoro perché rifiutano quello manuale:   il quale, a dire del Nostro, conosce sul mercato un’offerta forte ma appunto insoddisfatta.  La miglior risposta possibile alle infami menzogne di questo signore è questa:

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/222784

 

 

Intellettuali e verità

07/05/2011

Stimolato da un bel commento di pasquino – che ringrazio pubblicamente – al post qui sotto, ho deciso di dedicare un pezzo al tema da lui suggerito, quello del rapporto tra intellettuali e verità, anziché rispondergli con un altro commento:  cosa che volevo fare già ieri, ma per la quale mi è mancato il tempo;  perciò mi scuso con pasquino per la mancata risposta, ringraziandolo ancora per il suggerimento, tanto involontario quanto sapido e forte.

Caro pasquino, per me “intellettuale” è chi, forte di una certa preparazione culturale e degli opportuni strumenti critici,allorché gli venga proposto di discutere un dato tema o lo affronti sponte sua, si interroga su di esso, si sforza di analizzarlo e riesce a darne una propria interpretazione,espressa  in termini comprensibili e soprattutto la più obiettiva possibile (ossia quanto più depurata da maglie ideologiche e da nefasti pregiudizi quali il razzismo, l’eugenetica, il negazionismo, eccetera).  Il che, se non è la Verità, dico io, è comunque un buon risultato in tal senso; ed è quanto ha fatto, con il ragionamento da lui svolto e di cui al post precedente, Pietrangelo Buttafuoco;  il quale ha detto una cosa magari anche disturbante, ma quanto mai ragionevole, logica e indubitabile, quindi in tal senso “vera”, il cui solo difetto, semmai, è che almeno per alcuni è ovvia e scontata:  ossia che non si può pensare – a meno di non essere degli stupidi o dei beoti, dico io – che l’amministrazione, Presidente in testa, del Paese ancor oggi più potente e “in vista” del mondo, e tuttora  proteso all’egemonia sul medesimo, abbia scelto per caso di non mostrare pubblicamente le foto di Osama, dopo averne annunciato urbi et orbi la morte.  E’ chiaro che dietro tale scelta, al di là delle motivazioni ufficiali per essa fornite,  c’è una strategia precisa, ben oculata, il cui successo o meno, nell’immediato futuro e non, è qui ininfluente;  quel che interessa è che Obama & Co. vogliono presentarsi al mondo come:  a) quelli che hanno liberato il mondo da quello che è sempre stato rappresentato come il suo peggior spauracchio (“Hannibal ad portas”, dicevano i Romani ai loro bimbi per spaventarli),  e b) come quelli che non solo non possono, ma soprattutto non hanno bisogno di mostrare al mondo le foto del Mostro, non hanno alcun dovere in tal senso, a loro si deve credere e basta, questo è il fondamentale sottotesto dell’atteggiamento americano.  Un ragionamento circolare – “ci dovete credere perché lo diciamo noi, punto, fine della storia e basta” – che proprio in tale modo fideista e tautologico mira a costruire una nuova autorevolezza e credibilità internazionali attorno ad Obama, sinora spesso e volentieri considerato da più parti, in materia di terrorismo e non solo, come un indeciso, un inconcludente o addirittura un “pappamolla”;  “avete visto” – ci sta in sostanza dicendo Obama – che  se m’incazzo sono capace di far fuori nientemeno che Osama bin Laden, cosa che non è riuscita al tanto decantato decisionista Bush? Chi è la pappamolla, ora, eh?!”.  Tornando a Buttafuoco, ciò su cui invece non sono assolutamente d’accordo con lui è il fatto che il Nostro abbia usato scorrettamente, in modo del tutto parziale e ideologico, il ragionamento testé citato per sostenere poi che “le democrazie costruiscono le loro verità”:  il che è palesemente falso, perché non sono solo le democrazie, ma anche, soprattutto e innanzitutto le dittature (come a suo tempo le monarchie) a far questo, a manipolare a loro piacimento i fatti;  di esempi in tal senso ne conosciamo a bizzeffe.  Il punto infatti è che Buttafuoco è un intellettuale di destra nel senso più netto del termine, ossia un reazionario (ancorché spesso brillantemente provocatorio) e per questo probabilmente a lui le democrazie non piacciono molto, anzi per niente:  così, dopo aver detto una cosa sicuramente vera e quindi condivisibile, la piega – non troppo abilmente, per la verità – alla sua visione ideologica.

Cosa vuol dire “intellettuale” – I

07/05/2011

Ieri sera bella puntata di Matrix, intitolata “Notizie e propaganda”, dedicata alla controversa vicenda mediatica dell’uccisione di Osama bin Laden, con un parterre di ospiti quanto mai vario:  dagli scettici radicali come Giulietto Chiesa e Massimo Mazzucco allo scettico “analitico” Pietrangelo Buttafuoco, dal controcorrente a tutti i costi Giampaolo Pansa agli “anticomplottisti” Paolo Attivissimo e Sansonetti (sempre più farsesco e sopra le righe).  Buttafuoco surclassa tutti gli altri comportandosi da vero intellettuale, nel senso etimologico del termine:  analizza la situazione al microscopio e spiega, tra le altre cose, con ammirevole stile garbato, che quale che sia la verità sulla morte di Osama (ucciso o meno, e come) l’amministrazione americana, non facendoci vedere le foto della morte di quest’ultimo, ha comunque posto in essere una strategia di comunicazione, nel senso che agisce in questo modo per potenziare lo spettro di bin Laden.  Strategia, questa, che serve quindi a costruire una certa immagine di Obama e dell’America di oggi (più credibile, N.d.R.), volutamente diversa da quella di Bush.  Tra l’altro Buttafuoco è corretto sia moralmente che come metodo di esposizione, perché cita la fonte di alcune sue considerazioni, un articolo di Paolo Valentino sul Corriere della Sera.  Qui sotto il link della puntata, l’intervento più bello di Buttafuoco va da 30: 02 a 32: 29;  appena riesco a trovare il video su YouTube lo inserisco nel post.

http://www.video.mediaset.it/video/matrix/full/224853/notizie-e-propaganda.html#tf-s1-c1-o1-p1

I bei piaceri di una volta

06/05/2011

Ieri ho trascorso quella che un tempo si diceva una bella serata davanti alla tv:    prima ho assistito ad una puntata di Matrix su Canale 5, dedicata a “notizie e propaganda”, veramente interessante e animata;  poi mi son rivisto, anche se era già iniziato da mezzora, il magistrale I racconti di Canterbury di P.P.Pasolini.  I post sui due programmi li troverete qui sopra.

Bella cazzata, complimenti!

04/05/2011

L’altroieri i Navy Seals della Marina americana hanno ucciso Osama bin Laden, secondo la versione ufficiale nel corso di un conflitto a fuoco.  In ogni caso, se i suddetti militari non hanno nemmeno provato a catturarlo vivo hanno fatto proprio una BELLA CAZZATA, tipicamente da americani, che in queste cose notoriamente ci van giù con l’accetta (rimediando appunto belle cazzate):  sì, perché ora ne hanno fatto un bel martire, il che per un’organizzazione estremista islamica come Al Quaeda, che esalta e venera il martirio per la propria “causa”, è veramente il massimo della goduria e della santità.  E  se i compagni di merende del suddetto martire sono anche solo un po’ incazzati ed esaltati per la sua morte,  ora per noi occidentali sono – come diceva il saggio –  “volatili per diabetici”.

Povero 1 Maggio

02/05/2011

Ieri era il 1 Maggio, e questo post è dedicato a tutti i disoccupati d’Italia, e a tutti quelli che nel nostro Paese lavorano onestamente.

Martedì 26 aprile una persona, che non nomino per rispetto della privacy e perché la sua identità non ha qui importanza, mi ha inviato un’e-mail con la quale mi invitava, per venerdì 29, a presenziare ad un convegno nella mia città, Cagliari, intitolato “Web Crime:  come difendersi?”, dedicato ai crimini in Internet, che vedeva la partecipazione di importanti cariche politiche locali;  e organizzato, tra gli altri, nientemeno che dall’ANS, l’Associazione Sociologi Italiani.  Al convegno era stato invitato come relatore, in qualità di esperto di contromisure contro i suddetti crimini informatici, un certo Fabio Ghioni, il cui nome era evidenziato con caratteri più grandi di quelli degli altri convegnisti, e non mi era affatto nuovo:  ho deciso quindi di farci su una piccola ricerca in internet.  Ebbene, spulciando gli archivi on line di Repubblica e del Corriere della Sera, oltre ad altri siti meno “ufficiali”, vien fuori che questo signore era stato in passato il capo del famigerato Tiger Team di Telecom,  gruppo a suo tempo appartenente alla sicurezza informatica di questa azienda, e al centro di una clamorosa indagine giudiziaria alcuni anni fa;  nello specifico Ghioni, dopo aver trascorso ben 8 mesi di carcerazione preventiva nell’ambito delle indagini preliminari con l’accusa di “associazione a delinquere finalizzata alle incursioni informatiche”, ha patteggiato una condanna a 3 anni e 4 mesi, per una parte dei quali (3 anni) ha beneficiato dell’indulto, mentre la restante è stata superata dai mesi passati in galera.  Ghioni viene invece presentato, nella scheda del convegno che mi è stata inviata, nientemeno come “Psicologo Clinico, Esperto Internazionale di Sicurezza informatica ed intelligence; Autore (chissà perchè questo e gli appellativi precedenti tutti vergati ridicolmente in maiuscolo, N.d.R.) del libro “Hacker Republic”:  talché a qualunque invitato, o anche solo lettore della scheda del convegno, non avvezzo alla lettura quotidiana dei quotidiani o alla consultazione di internet, il Nostro potrebbe apparire come un qualunque altro conferenziere che va girando per le nostre lande.  Infatti Ghioni era già, in Sardegna, alla seconda data di quello che appare a tutti gli effetti come un vero e proprio minitour di “Web crime”, essendosi già tenuto un convegno di identico titolo e tema a Sassari il 19 febbraio 2011. Va detto inoltre che il nostro Ghioni soarge le sue pillole di saggezza informatica ovunque, giacchè sul nostro suolo patrio ormai da anni viene intervistato per ogni dove sia nell’etere che sul web.  Lo scandaloso della faccenda sta in primis nel fatto che su internet, in molti siti ove viene citato il nome di Ghioni, così come nelle schede biografiche a lui dedicate dalle case editrici per le quali ha pubblicato, non si faccia MAI menzione dei suoi recenti trascorsi giudiziari,al massimo lo si cita genericamente come ”hacker”:  occultando così, volontariamente o meno, un aspetto fondamentale e non omissibile del personaggio in questione, in modo a dir poco sleale verso chi non lo conosce o non lo ricorda.  E ancora più scandalosa è la circostanza che venga invitato ad un convegno dedicato ai crimini informatici proprio un condannato per tali reati, in qualità di esperto di contromisure contro i medesimi:  ovvero come invitare il lupo a parlare di come si devono difendere le pecore dai suoi simili.

Non solo scandaloso, invece, ma esecrabile, è il fatto che in Italia, mentre tanti giovani bravissimi, meritevoli e incensurati, dopo una laurea, magari a pieni voti, non solo non lavorano il 1 Maggio perché è la Festa dei lavoratori, ma mai, perché non trovano uno straccio di impiego, e se lo trovano in genere è una qualche forma di moderna schiavitù, con la quale vengono sfruttati  e angariati in tutti i modi;  al contrario, invece, un personaggio come Ghioni non solo scrive libri e fa affari col suo sito, guadagnandoci (il che peraltro è un suo diritto costituzionale), ma può venire a miracol mostrare, intervistato ovunque, sempre trattato in guanti bianchi, e parlando tranquillamente nei convegni come se niente fosse.  Povera Italia.

Aggiornamento:  il 29 aprile stesso ho scritto una mail di protesta, dello stesso tenore di questo post, al presidente dell’ANS, il quale sinora (8/o5/2011) non mi ha risposto.  Nei prossimi giorni farò la medesima cosa con le personalità politiche presenti al convegno di Cagliari sopracitato, vediamo se qualcuno di loro si degna di rispondermi.